Chi siamo

Inbilico

Produzione di cinema e teatro

Inbilicoteatro e Film, nasce nel 2009 da Ramona Tripodi e Andrea Canova  creando atti performativi come DisservizioTaxi performance teatrale che si svolge a bordo di due automobili in giro per la città che viene premiata (NTF ed 2009 Premio Ramblas come miglior performance d’innovazione). Nei suoi dodici anni di produzione artistica tra cinema e teatro, ha sempre sostanziato l’ispirazione ideativa con l’attenzione ai temi sociali e di impegno civile. Inbilicoteatro e Film si occupa prevalentemente di drammaturgia contemporanea e di interazione tra diversi linguaggi artistici e performativi, come raccontano il suo nome e le più recenti produzioni, modulate tra letteratura, musica, audiovisivo: I Guardiani spettacolo di e con Maurizio de Giovanni e La Trilogia Dell’Alchimia in co-produzione con Ente Teatro Cronaca (Mic/Dante 2021), un’opera di Teatro Elettronico, liberamente ispirata alla Divina Commedia di Dante Alighieri per il teatro. Per il cinema: Je so’ Pazzo il documentario di Andrea Canova vincitore de Lo Spiraglio Film Festival (2018) e di Ischia Film Festival – sezione Scenari Campani (2018) e Il Corridoio delle farfalle vincitore di CinePeriferie ed 2018 e dell’Ischia Film Festival edizione 2020 – sezione Scenari Campani. Il bisogno di creare contaminazioni con le diverse arti diviene il tratto che meglio connota il carattere di ricerca e di sperimentazione della compagnia Inbilicoteatro. Il sapore pittorico dello spettacolo Il Sole di Notte (Premio Landieri) nasce dalla collaborazione con Cesare Accetta (L’amore molesto, NastroD’argento per L’odore del sangue e Il Resto di Niente, Ciak d’oro sempre per Il Resto di Niente, Chimera e Inverno) e dal suo disegno luci dalla cui profondità riaffiora il relitto del Titanic dagli abissi dell’anima.

Inbilicoteatro e Film, ha sempre indirizzato il suo percorso verso la creazione di connessioni tra realtà produttive diverse, con artisti, territori, comunità.

In questo tempo in bilico tra un prima e un dopo, diviene fondamentale ridisegnare nuove geografie performative che si riconnettano alla collettività. Occuparsi del contemporaneo, significa analizzare in profondità il nostro tempo, coglierne i confitti, stimolando la comunità a porsi domande.

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